Sharmcliff on Sinaiweekly: "The Sharmcliff... Horror"

Sinaiweekly  The SinaiWeekly N.38 del 1' Settembre 08 Sharmcliff... Horror



Che cosa si ottiene se si investe il proprio denaro in un progetto “sulla carta” senza aver approfondito meglio la solidità e reputazione del proprietario? Si ottiene un pacchetto 'tutto compreso” da mal di testa, con extra pagamenti e promesse non rispettate – il tutto per un prezzo di 47 mila euro.

"I 'fortunati'":questa è la dura realtà di nove famiglie straniere che vivono a 'Sharmcliff', un “dovrebbe-essere-lussuoso” complesso residenziale in Hadabah. Attratti dal piacevole design del complesso, le premesse di un buon investimento, come pure da prezzi relativamente abbordabili, la posizione ideale e un avvicinarsi della data di consegna, queste nove famiglie hanno acquistato un appartamento essendo completamente sicure che entro al massimo un anno avrebbero invitato i loro amici per festeggiare la loro nuova casa. Ma la vita aveva altri piani per loro......

"Le Scene di un film dell'orrore": "Nel 2005, quando i prezzi a Sharm erano più che abbordabili, ho deciso di acquistare un appartamento a Sharm El Sheikh." -- Dice la signora Cristina Gheza, una residente locale - "Il proprietario mi ha assicurato che il progetto sarebbe stato interamente completato in lotti da 3 a 12 mesi, ma vedendo che la data di consegna continuava ad essere rinviata e il proprietario non manteneva le sue promesse, ho deciso di andarci ad abitate lo stosso”- continua. Questo non è stato un compito facile, ma dopo lunghi negoziati e discussioni con il proprietario la Signora Cristina ha finalmente ricevuto le chiavi dell’appartamento. Lo stato in cui lo ha ricevuto è ancora un'altra storia. ... "La corrente elettrica era ancora con il generatore, dato che l'intero complesso è stato collegato alla rete elettrica principale solo tre mesi più tardi. Ho anche dovuto installare una mia pompa per poter avere l’acqua al secondo piano, in attesa che il proprietario installasse la pompa principale per tutto il complesso. Altre promesse, tra cui una linea telefonica e un satellite è rimasto nel lungo elenco di “servizi compresi” -- Lei ricorda. Il tempo non ha portato alcun miglioramento: i cavi elettrici sono ancora sul terreno e mettono a rischio la sicurezza dei residenti; la spazzatura è ancora visibile in ogni angolo il che aumenta la popolazione di ratti nel quartiere; la piscina è ancora 'in costruzione'; la promessa zona verde non e’ altro che cumuli di sabbia e di erba appassita; la mancanza di corrimani sulle scale aumenta il rischio di una pericolosa caduta dal secondo piano; la mancanza di un servizio di sicurezza rendere questa zona un posto ideale per ladri e altri criminali, e l'edificio di fronte al complesso che stanno costruendo fa’ un sacco di polvere e rumore. Ma non è tutto: sui pianificati 78 appartamenti, solo 16 sono stati completati fino ad ora. Dieci di essi sono occupati dalle nove "fortunate" famiglie straniere (una famiglia ha due appartamenti), mentre gli altri sei sono di proprietà del proprietario del progetto che ha affittato a lavoratori esterni.

"Dietro le quinte":: la persona che trasformato questo incubo in realtà e’ un affidabile e onesto uomo d'affari con una reputazione ineccepibile. Il suo sito web ufficiale lo descrive come un leader in campi come "sviluppi di zone urbane e turistiche, alloggi, alberghi galleggianti e crociere sul Nilo, allevamento di struzzi, agricoltura così come petrolio e gas." Ciò che ha dimenticato di menzionare, e come affermato dalla signora Cristina Gheza, "è che Sami el Ashram sta scontando attualmente una condanna a sei mesi per 17 casi di frode e speculazioni, tra cui un enorme debito di 6 milioni di USD a una delle banche nazionali. Essendo stato arrestato, non poteva più avere il controllo sul progetto portandogli un solido reddito. Aveva bisogno di un assistente che è stato presto trovato nella persona di sua moglie Lamia anche chiamata “l’incubo che cammina” ". Dopo che il marito è stato messo dietro le sbarre, la Sig.ra Lamia ha preso in carica la gestione del complesso. "Sotto la sua stretta sorveglianza siamo stati costretti a pagare le spese di manutenzione per i non-esistenti servizi, il verde, la piscina e il servizio di sicurezza. Inoltre, a causa del fatto che la Sig.ra Lamia non ha pagato le bollette per la fornitura di energia elettrica, a tutto il complesso è stata tagliata la corrente. Abbiamo dovuto ripagare 7.500 LE (lire egiziane= €950) immediatamente per avere di nuovo l’energia elettrica, e altre 7.500 LE durante il mese successivo. La stessa cosa è accaduta con la fornitura di acqua. “Queste persone rubato i nostri soldi dato che ogni mese abbiamo sempre pagato alla Sig. Lamia il nostro consumo personale di acqua ed energia elettrica." - Dice la signora Cristina. "E mentre con difficoltà cercavamo di risolvere tutti i problemi, la Sig.ra Lamia faceva del suo meglio per rendere la nostra vita miserabile. “Io e la mia bambina appena nata abbiamo dovuto vivere tutta l'estate del 2007 senza acqua ed energia elettrica perché Lamia ci ha tagliato l’acqua e la corrente elettrica dopo un litigio con mio marito egiziano Fares"- la signora Lynne Barry ha detto al ‘Sinai Weekly' -" in più se qualcosa andava storto nel complesso a causa della sua negligenza e sconsideratezza, si rifiutava di prendersene qualsiasi responsabilità e ci liquidava con un atteggiamento ‘aggiustatelo-da-voi"- continua il proprietario di uno degli appartamenti. E lo hanno fatto, pagando per riparare la pompa dell’acqua o le tubature rotte, per cavi elettrici bruciati, per la raccolta della spazzatura e 'manutenzione' tutto di tasca propria. La stima delle spese ha già raggiunto 30.000 LE totali (€4.000) e altre inevitabili spese a venire. Ma se il danno materiale può essere stimato, quello emotivo e psicologico rimane non valutabile: "chi ci rimborserà per tutti i nostri sforzi, per tutte le notti insonni e le crisi di nervi, per tutte le lacrime versate e le minacce subite, per tutte le orribili sere quando torniamo a casa pensando a cosa succedere oggi? " – ha chiesto la signora Claire Lipp, un’altra vittima di Sami-Lamia. E, purtroppo, le risposte a queste domande sono ancora sconosciute.

"Una luce alla fine del tunnel?": Abbiamo cercato di combattere contro Lamia presentando una denuncia al governatore del Sud Sinai, ma avendo già venduto il terreno al Sig Sami non e’ più grado di fare nulla in materia, così abbiamo deciso di assumere un avvocato" -- Dice la signora Zabe Florence, un’altra residente del complesso. "Con il suo aiuto abbiamo iniziato due procedimenti giudiziari: uno nei confronti del proprietario e un altro per risolvere i problemi con i contratti di acqua e di corrente. Ma queste azioni hanno infuriato ancora di più la Sig.ra Lamia, così che minacce, insulti personali e urla sono diventate una realtà quotidiana." "Siamo anche ricattati, dato che la Sig.ra Lamia si rifiuta di pagare le bollette dell'acqua e della luce per l’intero complesso nel tentativo di costringerci a ritirare le accuse e terminare le cause giudiziarie. Questo è il motivo per cui noi paghiamo l'acqua e l'energia elettrica, non solo per i nostri appartamenti, ma anche per i sei dati in affitto" - dice Robert Wilce, un residente di 'Sharmcliff' dal 2006 -" ogni mese paghiamo troppo, specialmente ora durante la calda estate. Le nostre spese hanno già raggiunto livelli ridicoli e facciamo fatica ad arrivare a fine mese!" -- Ha aggiunto. E c’e di più, dato che la follia non conosce confini: "Ci si può aspettare di tutto da una donna che ci affronta con un coltello" - La Sig.ra Stefanie Rukes ha detto alla giornalista- "le sue azioni sono totalmente imprevedibili: una volta ha fatto rubare un serbatoio per l'acqua dal tetto di uno dei residenti, un’altra volta ci ha denunciato e accusato per cose che non avevamo mai fatto, e ancora ha fatto costruire un muro per bloccare l'ingresso al complesso per non permetterci di parcheggiare le nostre auto all’interno. Con il servizio di sicurezza inesistente e con il crescente tasso di criminalità, non lascio la mia auto incustodita sulla strada" -- Ha proseguito la residente. Fortunatamente, il muro è stato presto eliminato con l'aiuto del generale della polizia Gen. Haroun e da altri funzionari pubblici, che sono venuti in soccorso dei residenti. "Questo è solo il primo passo nel lungo processo per la soluzione dei problemi. Spero che le figure politiche ascolteranno la nostra richiesta di aiuto" - ha commentato Alessandro Greggio, un residente locale - "ci siamo incontrati con diversi investitori stranieri offrendo alla Sig.ra Lamia di acquistare l’intero progetto per grandi somme di denaro. Ma sembra che lei abbia deciso di continuare a torturaci, rifiutando di vendere a qualsiasi prezzo." - Ha aggiunto. Perché? Noi tutti lo scopriremo abbastanza presto......

"Panacea da frode":: "naturalmente, non esiste una cosa come 'panacea per aver frodato investitori' , ma esiste una cosa come 'ricerche personali" - dice la signora Margaret Wilce, un altro membro del "circolo degli ingannati", -" prima di acquistare qualsiasi cosa in qualsiasi parte del mondo bisogna verificare l'affidabilità dei proprietari, il loro passato e gli altri progetti realizzati. Parlare con le persone, registrarsi sul forum, visitare siti web e chiedere consigli. Inoltre consigliamo di assumere un avvocato affidabile che rende il 'processo di indagine' molto piu'semplice. Il contratto nominale per la fornitura di energia elettrica è anche un requisito, perché si sarà in grado di dimostrare i propri diritti sulla proprietà, se necessario." - Ha continuato. A causa della brutta esperienza che questi residenti stanno vivendo "nessuno di noi mai raccomanderà di investire in progetti “sulla carta” - ha detto la signora Cristina Gheza, - "ma, ancora una volta siamo stati sfortunati." Sharm ha molti esempi positivi in cui i proprietari hanno mantenuto le loro promesse e ultimato complessi agli standard più elevati. Quindi, se state pensando di acquistare una proprietà, vi preghiamo di farlo con intelligenza, trattando la questione con estrema attenzione e cura e ricordatevi di imparare dagli errori di altre persone.

Article by Eugenia Ugrinovich The Sinaiweekly

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